PRIMA VITTORIA IN GRUPPO PER L’ALLIEVA DI RICCARDI

Slap Shot missione compiuta


All’ufficio campioni smarriti, in una serata calda e umidissima, abbiamo ritrovato Slap Shot. E lei, la nostra freccia bionda, ha potuto ritarare allo sportello quello che meritava, una vittoria di gruppo, la prima anche per il trainer Luigi Riccardi e il jockey Paolo Aragoni. Non poteva e non doveva deluderci in questo Città di Napoli che le sembrava ritagliato addosso come un vestito su misura. Slap Shot ha vinto bene, di una lunghezza e mezza su Sopran Foldan e Regina Saura, finendo con ancora tanto nel serbatoio e soprattutto molto da guadagnare in condizione ed esplosività. È stata la solita Slap Shot, non ultrareattiva alla sgabbiata (ma più istantanea nella reazione rispetto allo scorso anno), veloce a mettersi in azione e a prendere la testa, decisa nel fare selezione ed allungare. Ha vinto con un solo colpo di frusta. «Ho sbagliato a darglielo, ai 250 finali ho avuto paura per un attimo e mi sono lasciato prendere dall’istinto. Subito dopo il palo le ho chiesto scusa» diceva Paolino Aragoni, che di Slap Shot conosce ogni sfumatura. Eppure, senza scintille, senza colpire l’occhio in maniera speciale, Slap Shot, si è bevuta il chilometro napoletano in 56.31, un decimo di secondo sopra il record della corsa segnato da Late Parade. «Se qualche avversario l’avesse impegnata all’inizio - sostiene Luigi Riccardi - e il numero 8 di gabbia non l’avesse costretta allla conversione verso lo steccato, il record sarebbe arrivato. Comunque l’obiettivo non era fare un primato ma vincere la corsa e sapere se Slap Shot c’è ancora. Io la sento in progresso ma non è ancora come vorrei, diciamo la cavalla dell’Abbaye». Gli avversari hanno accettato la superiorità di Slap Shot, tanto che nessuno ha provato a stuzzicarla, a verificare il suo speed iniziale, a metterla in crisi. «Sui 1000 metri è imbattibile, ha un altro motore. Sopran Foldan, pur correndo benissimo, non è mai riuscito ad agganciarla. Il match con Pleasure Place? In base a quello che abbiamo visto quest’anno io starei con la più giovane» ha spiegato Mirco Demuro. Sopran Foldan ha portato a casa il massimo su una Regina Saura che sta guadagnando lunghezze a ogni corsa, nel segno di una condizione splendida, e Kathy Pekan. Già, il match con Pleasure Place. Prima delle corse, davanti a un gin tonic “brulé“, Luigi Riccardi era sincero dicendo: «Mi spiace che non ci sia Pleasure Place. Da appassionato e da allenatore avrei voluto un test del genere. E sarebbe stata davvero una bella corsa». Non parliamo di corse immaginarie, visto che questa sfida tra le fidanzate d’Italia, prima o poi la vedremo davvero. Per il momento c’è da celebrare il successo tanto atteso e da cancellare lo stress. «Ieri notte non ho dormito. Perdere questa corsa in cui Slap Shot era netta favorita sarebbe stata una delusione troppo forte» ammetteva il proprietario Piero Riccardi. Slap Shot non poteva perdere e non ha perso. Ora si tratta di disegnare il futuro e di godere il presente. «Io penso soprattutto al presente - dice Luigi Riccardi -. Slap Shot meritava questa prima pattern, in passato è stata troppe volte sfortunata, battuta di un niente, condannata dai numeri di steccato o dal terreno. La cosa che mi dà più gioia è che la cavalla abbia dato un grande rendimento a 2, a 3 e anche a 4 anni». Slap Shot meritava questa vittoria e il suo trainer merita un applauso per come l’ha gestita. E adesso cosa farà? «Datemi qualche giorno - spiega Luigi Riccardi -, anzi datele qualche giorno. Voglio capire bene come Slap Shot ha preso la corsa prima di fare qualsiasi scelta. Gli obiettivi non mancano, ma sarà lei a dire verso quale dobbiamo puntare. Lo scorso anno l’abbiamo graduata e utilizzata in un certo modo, pensando che comunque avremmo avuto l’opzione della carriera a 4 anni. Adesso non è più cosi perchè a fine stagione andrà in razza...». Parole sibilline quelle di Riccardi. Forse vedremo all’opera molto presto Slap Shot? Un po’ di pazienza, qualche giorno e lo sapremo. La risposta più importante l’abbiamo avuta: la freccia bionda è ancora lei.

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