MILANO GALOPPO 13/07

Flint Fly missile Ambrosiano


Subito in apertura di programma la prova più interessante del convegno, il Criterium Ambrosiano, ereditato da Torino. Il favoritissimo Flint Fly non ha deluso le aspettative, con qualche brivido per una partenza un po’ incerta. Il figlio di Fasliyev ha avuto bisogno del sostegno della frusta per ingambarsi, ai 300 finali, ma alla fine ha trovato l’azione giusta e nell’ultimo furlong ha piazzato l’allungo risolutore, rimontando nettamente Prospectory, in un valido 1.10.7. Molto bene ahche lo sconfitto, in evidente progresso dalla seconda uscita nonostante continui a mostrare i “modi” del puledro verde e forse bisognoso di qualche metro in più. Una categoria sotto gli altri, capeggiati dal romano Red Bamboo, decoroso. Impressione radicalmente diversa dalle due prove per i giovanissimi sui 1500. Fra i maschi, ha lasciato a bocca aperta il toscano Thondocore, che dopo due canter fiorentini ha replicato con uguale autorità oggi, su un tracciato e contro avversari ben più qualificanti. Il figlio di Imprevedibile ha probabilmente tratto vantaggio dalla frazione iniziale troppo veloce imposta dall’animoso Antipolis, tallonato dal favorito Tai Bit. Sta di fatto che l’allievo di Renato Monaco, quando ha allungato ai 300 finali, ha lasciato tutti fermi. Tai Bit ha raccolto la piazza d’onore reagendo fino in fondo al progredito Fabled Bully. Mezz’ora dopo, decisamente meno brillanti sono apparse le femmine, che hanno fatto segnare un tempo di oltre 4 secondi peggiore. La grizzettiana Mystic Trump ha fatto valere la maggiore esperienza e un certo tamburo alla romana Etica, arresasi dopo una discreta difesa. La favorita Blu Fasliyeva è rimasta terza, incapace di cambiare marcia. La buona condizionata sui 1500 per i 3 anni aveva visto il successo del tedesco Wagner, vanificato però giustamente dalla giuria che lo ha retrocesso all’ultimo posto per un grave danneggiamento ai 500 finali di cui sono rimasti vittime principalmente i suoi connazionali Linyati e Lindgren e indirettamente anche Tea Garden. La vittoria è così andata a quest’ultimo, finito forte a bruciare il leader Mio Cuggino per la piazza d’onore. Nel ricordo di Mirko Marcialis, gli allievi si sono cimentati in un discreto handicap sui 2000 metri. Ha vinto il decaduto Fluxus, tornato su un livello alemno accettabile dopo alcune prestazioni disastrose. L’allievo di Fausto Trappolini è stato interpretato molto bene da Davide Viola, che dopo aver fatto partenza ha lasciato andare Mister Witch, impegnato nella solita fuga, ma senza lasciargli troppo spazio, mentre dietro gli altri lasciavano fare. La saggia distribuzione delle energie ha dato i suoi frutti in retta, quando Mister Witch ha progressivamente affievolito lo slancio: Fluxus ha preso il largo prima dei 200 e pur calando ha concluso ancora netto sugli attendisti Celtinger e Encantado.

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