NEL FILLY PRESTAZIONE MAIUSCOLA DELL’ALLIEVA DI KRISTOFFERSSON A MEDIA DI 1.13.6

Una Delia da record

Nulla da fare per Doria As che si è dovuta adeguare seconda su Dora di Jesolo

Nazionale Filly con record della generazione, e che record! Delia di Jesolo ha fatto un ciocco di quelli memorabili, un circoletto rosso fuoco, o se preferite un dieci e lode in pagella. Basterebbe il tempo, 1.57.7, media di 1.13.6, per spiegare la bontà della sua performance, aggiungeteci che ha corso aria in faccia fin dall’avvio ed ecco che anche i più scettici devono rimanere a bocca aperta. Delia ha speso al passaggio per contenere Duse delle Badie, arrembante in terza ruota, al chilometro, passato in 1.13 da Delizia Pl, si è messa terza in scia a Dalmatica Gual, ha spostato in terza ruota sull’ultima curva e in retta ha dominato la situazione staccando con autorità. Prestazione monstre si diceva, roba per palati fini, per cui un plauso, oltre che a SuperPippo Gubellini, sempre ispirato nelle corse che contano, ad Ove Kristoffersson, un trainer che lavora bene, forse sottovalutato nel senso che ama poco la ribalta, uno però che fa parlare i risultati appena ha per le mani un cavallo importante. Doria As ha dovuto subire un’altra sconfitta, e stavolta non ci sono attenuanti. Non nel senso della prestazione, che è valida visto che è arrivata seconda senza vedere la corda. Ma in confronto alla vincitrice, che ha speso di più sul percorso e l’ha staccata negli ultimi 300 metri portandole via, oltre al successo, il record dei nati nel 2000. A dire il vero Doria in retta si è riproposta bene a centro pista, ma dal chilometro a metà dell’ultima curva, sotto frusta, ha faticato a mantenere il ritmo delle prime. La figlia di Lemon Dra è senza dubbio una buona cavalla, però questa sconfitta un po’ la ridimensiona se si pensa che è sempre stata considerata una sicura protagonista anche contro i maschi. Nulla di grave, i puledri cambiano faccia in fretta, però Doria per essere una numero uno deve dare di più. Il terzo dell’opportunista Dora di Jesolo premia ancora di più Ove Kristoffersson, che ha sfiorato una doppietta storica: Dora, a centro gruppo sul percorso, ha recuperato molti metri di dentro nei 300 finali coniugando duttilità e freschezza ateltica. Dalmatica Gual ha speso molto raccogliendo il minimo, ovvero un quartino: seguire da vicino la scatenata Delizia Pl (58.5,1.13) le ha tolto quella “goccia” che sarebbe stata utile in arrivo, comunque sia la figlia di Uronometro ha avuto la forza di anticipare Delia di Jesolo e di lottare fino alla fine, perdendo il terzo solamente a fil di palo. Buona la scelta di Enrico Bellei di correre sotto dopo le due volate di testa di Modena e Napoli, molto dispendiose e poco producenti. Una citazione per Drogheda Park, stupenda in sgambatura e valida in corsa anche se il suo spunto è parso un po’breve (ficcante dai 500 ai 200, attenuatosi da lì al traguardo). Non resta che ricordare Delizia Pl, che ha voluto prenderla di petto, forse per ricordare che aveva battuto i maschi a Padova nell’Elwood Medium: tutto bene fino al chilometro, passato in 1.13, poi un’odissea per arrivare al palo nel senso della stanchezza dei 300 conclusivi. Le alleate Dondequiera e Diane Wood, terze e quarte in corda sul percorso, sono crollate al chilometro, per loro la pista grande, al momento, è poco gradita.

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