QUESTA SERA A SAN SIRO VA IN SCENA IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO MILANESE PER I 3 ANNI INDIGENI

Selezione Nazionale

Daguet Rapide è il logico favorito sulla scorta del risultato del Giovanardi Stavolta però ci sarà battaglia:
Danab Lb lancia il guanto di sfida e gli altri sperano di approfittarne

Felici che nel Gran Premio Nazionale ci sia Daguet Rapide. La sua discesa in campo onora il cerimoniale che richiede la presenza dei migliori in una corsa di Gruppo 1 cominciando dal numero 1, cioè Daguet che non è Varenne e perciò non se la porta da casa. Si dirà, gli altri al Capitano nemmeno gli assomigliano, difatti Daguet non si discute ma non è imbattibile sino a prova contraria... o favorevole. Questa o quella purché se ne producano le prove e come se non grazie a qualche coraggioso che prenda l’iniziativa in maniera adeguata ma non estemporanea e intempestiva. Raziocinio, un pizzico di follia ragionata e altro ancora purché non si assista al replay del Giovanardi, deludente corsa-passerella. Passaggio verso il Derby, il Nazionale resta un punto di arrivo perciò l’invito agli avversari di Daguet è provateci perché ci sia selezione. Siamo fermi a sensazioni ricavate da spezzoni di corse usate per etichettare Daguet un ottimo cavallo, ma vorremmo sostituirle con certezze. Cercasi volontari con la voglia di mettersi in gioco, di rischiare di uscirne con le ossa rotta oppure di ottenere la clamorosa promozione sul campo. La prima chiamata è per Danab Lb. Fosse stato di dentro a Daguet la vicenda avrebbe assunto tinte più forti ma anche così Danab metterà subito in chiaro le sue intenzioni e saggerà la consistenza di Daguet. Il resto dipende dall’evolversi della faccenda, dall’ispirazione di Andrea Farolfi che non essendo portato a farsi scrupoli saprà dimostrarsi all’altezza della situazione Avesse bisogno di ispirarsi possiamo suggerirgli Giancarlo Baldi; lui non farà sconti con Dolby Deimar, ultima sua creazione in ordine di tempo: messi subito in mostra mezzi sopra la media che proprio per questo poco si conciliano con l’inesperienza della giovane promessa, passo passo Dolby sta maturando e chissà che il secondo posto di Napoli non sia la molla per la definitiva svolta verso i vertici della generazione dove sono maturi i tempi per aggiornare i record. Quello della generazione sulla distanza è fermo a 1.15.5 di Dopo Imho, quello del Nazionale è di Viking Kronos (1.13.7 nel ’98). Il recente test di Agnano ha portato in alto due seconde linee, Dolby e ancor più Da Sempre Par. Quindi è Ciro Velardi un altro possibile volontario per la missione anti Daguet Rapide (nome di un corpo speciale dell’esercito francese), che da buon napoletano avrà un piano dove inventiva, imprevedibilità, fantasia e faccia tosta, deconcentrino gli avversari come è successo nel Città di Napoli quando Da Sempre ha giocato a nascondino per sbucare inatteso in retta a velocità doppia. Donadoni Ok è l’altra punta napoletana, sino a un paio di settimane fa era l’indiscusso leader di piazza ora divide il titolo con Da Sempre. Il 3 anni di Vecchione somiglia a un gladiatore pronto a scendere nell’arena, pardon in pista, ne sa qualcosa Doctor Rex, quindi non starà a guardare. Chiamiamo all’appello anche Doctor Rex e Delgado ai quali potrebbe tornare utile l’approccio alla corsa privo di assilli e liberi di giocarsela senza forzature, per riscattarsi. Il dottore di Gorganza dall’impressione di tenere poco i 2000 metri. La punta di Smorgon dal k.o. di Napoli per un contrattempo causato da altro concorrente che lo ha mandato fuori strada facendolo sbagliare dopo mezzo giro e sulla penultima curva. Rientra nel giro Davis Bi che a 2 anni si era mostrato uno dei più forti ma col tallone di Achille di una struttura fragilissima che aveva strozzato le prestazioni vincenti a Torino e nel Gran Criterium di Milano. A infierire la microfrattura riscontrata successivamente che pur non compromettendone la carriera ne ha ritardato l’evoluzione; rimesso in piedi, Davis Bi si è sottoposto a lenta e faticosa convalescenza che è forse terminata se non si dimostrassero illusorie le tre vittorie sotto categoria di Firenze, Roma e Trieste in un crescendo sicuramente foriero. L’ambizioso progetto dell’Ingegnere affianca a Davis la spalla Donald Bi che dopo una primavera in fiore sembra essersi un po’ rinsecchito ma con qualche innesto non è escluso risbocci. Gioco a coppie fa anche Ehlert con Domingo Ors e Danubio Om: il primo dopo essersi dedicato ottimamente alle corse contro il tempo sia sul miglio che sulla distanza (1.14.2 e 1.15.6 in pista piccola) si sottopone all’esame della competizione vera. Ma Bellei su Danubio può voler dire che al momento il Lemon Dra è giudicato più forte, del resto la prova di Firenze contro Darsko Gar è illuminante visto il minimo distacco nonostante la seconda corsia e un ultima curva prudente per forza di cose: semmai fossero le curve il suo punto debole, lunghezza e pendenza di quelle milanesi diventerebbero un viatico. Contando Danubio per la proprietà transitiva conta anche Darsko Gar che lo ha battuto e avrà il vantaggio di partire alla corda, fatta salva la specializzazione per la pista piccola che doveva essere il suo habitat così come la grande lo sarebbe stata per il compagno Diabolik Gar. La recente morte di Diabolik ha però lasciato a Darsko l’eredità di reggere tutto il peso delle classiche in attesa di rinforzi. Dumper Roc e Diorz li mettiamo in purgatorio. Quello di Carro non si sente inferiore a nessuno ma la mancanza di risultati recenti ne ha sbiadito l’immagine: occorre un lifting. L’altro è piombato sulla scena senza mezze misure però a quel modo in prima categoria sarebbe durato poco perciò i Guzzinati hanno lavorato sulla maneggevolezza accettando il compromesso con una parziale perdita di esplosività, ma gli esperimenti proseguono, non siamo ancora alla versione definitiva... Dashing Kronos va allo sbaraglio però il suo non è un tentativo estemporaneo casomai un biglietto di presentazione.

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