SABATO A SANDOWN QUINTO SUCCESSO IN GRUPPO UNO IN CARRIERA PER IL PORTACOLORI DI SALICE

Falbrav e Luca, gloria Eclipse idea King George

Dopo la perentoria rivincita su Nayef cresce la tentazione di provare la classica sui 2400 di Ascot: Cumani ci rifletterà prima di decidere

La musica è finita, gli amici se ne vanno, e Luca Cumani, dopo aver centrato le Eclipse con Falbrav ed essersi tolto un sasso dalla scarpa dichiarando ad At The Races “Quando a Bedford House arriva un campione sappiamo ancora allenarlo“, può riflettere a voce altra sulle King George, sul programma futuro. Sarebbe meglio chiamarla tentatazione King George. Luca, quali sono le buone ragioni per correre il rischio di Ascot fra tre settimane? «La prima e più evidente è che la corsa si chiama King George, è quella che tutti i proprietari di un buon cavallo sognano di correre e poi c’è la triple crown che offre un bonus di 250.000 sterline al primo della classifica. Anche un piazzamento ci porterebbe avanti nella classifica e questa corona è un obbiettivo di prestigio, di quelli che restano». Due ragioni antitetiche. Da una parte ci sono i soldi, perchè 250.000 sterline sono tanti soldi, sufficienti a pagare quattro monte importanti o a comprare quattro buoni puledri, perchè una scuderia ha sempre bisogno di ricambio. Luciano Salice sa fare bene i conti. Dall’altra c’è il giusto orgoglio di correre una delle cinque più importanti prove del continente. Quella che vinsero Ribot e Grundy. Sull’altro piatto della bilancia c’è il rischio di affrontare i rivali in condizioni di inferiorità, su una distanza che potrebbe essere oltre il limite di Falbrav. I 2400 metri sono la fine del mondo per il campione di Luciano Salice. È vero, sul miglio e mezzo ha folgorato Narrative nel Milano, ma il battistrada di Godolphin sabato a Sandown è buon ultimo a un anno luce. «La distanza dipende sempre dall’andatura e dagli avversari. In questo lavoro non c’è mai tregua, proprio adesso stavo facendo una proiezione sulle King George. La sconfitta nelle Eclipse - visto che non c’è più il mega bonus in ballo - potrebbe convincere Sheikh Hamdan a lasciar cadere l’opzione King George per Nayef che, obbiettivamente ha avuto un percorso che si può definire da incubo. Islington ha avuto una corsa dura e gli altri anziani, francamente, non mi sembrano all’altezza di Falbrav. Godolphin non mi sembra messa troppo bene. Ci sono i tre anni. D’accordo, quelli delle Eclipse non erano proprio i migliori del mondo, ma nessuno di loro ha contato per un metro. Insomma, se i cavalli da battere saranno Alamshar e Kris Kin, il colpo si può provare, soprattutto perchè senza Nayef e magari Sulamani non ci saranno battistrada, l’andatura sarà più tranquilla e i 2400 diventeranno più corti», le riflessioni ad alta voce di Cumani. Le controindicazioni alle King George, oltre alla distanza sono altre. La posizione nel calendario nella corsa, la sua durezza, la pista che potrebbe non essere gradita a Falbrav. «L’ultima questione la tolgo subito di mezzo: un cavallo come Falbrav non ha problemi di pista, può andare corda a destra o a sinistra, sul piatto, in salita, in discesa e anche sull’ottovolante di Disneyland. Il problema vero è un altro: l’esperienza insegna che un cavallo nelle King George si gioca, di solito, il resto della stagione. Dopo una corsa del genere, è difficile recuperare in tempo per i grandi obbiettivi dell’autunno. La corsa di Ascot ti lascia, al massimo, un altro colpo in canna, quello del Juddmonte International. Non è possibile pretendere che un cavallo, anche un fenomeno, tenga la condizione così a lungo. Andare dritti su York ci permetterebbe di puntare anche a qualcosa d’altro a fine stagione. Sono tutte cose da ponderare bene, non dobbiamo prendere una decisione adesso», conclude Luca. Giusto, adesso c’è solo da festeggiare.

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